mercoledì 14 novembre 2012

"Nulla diventa mai reale finchè non è conosciuto per esperienza.Persino un proverbio non è un proverbio finchè la vita non ce lo ha illustrato" John Keats

Perchè si separa vita virtuale e vita reale?
Per alcuni la cosiddetta "Second life" è più che reale perchè reali sono le relazioni e inoltre non è una seconda vita ma un'estensione della nostra...
Secondo il mio parere ogni esperienza è immersiva ma sinceramente preferisco guardare il tramonto che appare alla mia finestra e non quello del desktop del mio pc...
La vita, le relazioni, l'amore, gli affetti, l'amicizia, il dolore, la paura...il mondo... sono perle della nostra vita che vanno vissute fuori dallo schermo di un computer...

I DIFFERENTI DATI A RIGUARDO...

Molte sono state le ricerche per comprendere se ci sia o meno questa dipendenza e quanto può essere diffusa, come ad esempio quella di alcuni studenti del corso di giornalismo dell'università di Maryland che hanno partecipato al progetto "A day withoot Media": 24 ore senza connessione, smartphone, tablet, facebook, twitter ecc organizzata dall' ICMPA (International center for media and public agenda). Contraria è però la meta-indagine quantitativa "Internet Addiction: Metasynthesis of 1996-2006", secondo la quale non esistono criteri comuni per valutare la dipendenza.
In conclusione, c'è un grande vuoto scientifico e persino le indagini più autorevoli sono contraddittorie.
Caso emblematico riguarda l'internet Paradox realizzato dalla Carneige Mellon, University di Pittsburg per descrivere le caratteristiche relazionali degli utenti di internet.
La prima versione della ricerca, che risale al 1998, stabilisce una connessione tra l'uso della rete e il peggioramento dei rapporti "face to face" con incremento di casi di depressione e solitudine. Ma la stessa analisi ripetuta nel 2002 rivela che chi naviga e frequenta social network è più inserito nella vita sociale.
Ma allora chi si connette più di 8 ore al giorno?
Secondo Kimberly Young, direttrice del "Center for internet addiction recovery" e fedele seguace della definizione di Ivan Goldberg del "disturbo da dieta mediatica", oltre al tempo trascorso davanti al pc ci sono sintomi chiari sia fisici ( sindrome del tunnel carpale, repentino cambiamento di peso ecc) che comportamentali ( ansia, nervosismo e astinenza). Ciò riguarda 1 americano su 8 e in Cina, Corea del sud e Taiwan si tratta del 30% della popolazione digitale.
Per quanto riguarda l' Italia secondo il rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza del 2011 quasi 1 ragazzo su 5 si sente inquieto e nervoso quando non può accedere alla rete e il 17% ha cercato di ridurne l'uso senza riuscirci.
Infine la ricerca "Internet addiction disorder.Prevalence in an italian student populazion" realizzata all'inizio del 2012 dall'ospedale di Cremona rivela che il 94,19% degli utenti internet fa un uso normale del mezzo e il 5,01% è moderatamente dipendente, lo 0,79% lo è seriamente.
Dunque in Italia le percentuali non sono alte ma c'è da dire che nel 2009 al Policlinico Gemelli di Roma è stato aperto un ambulatorio dedicato all' IAD che in 3 anni ha aiutato 550 persone di cui il 20% adulti e l'80% giovani.
I ragazzi hanno tra gli 11 e i 23 anni e vivono relazioni "prive di corpo" nelle chat o nei giochi on line. I genitori "immigrati digitali" non capiscono i figli "nativi" e pensano di dover curare una dipendenza ma spesso è altro. Il centro indaga sui loro disturbi affettivi e chi guarisce inizia ad uscire con un ragazzo/a, ma non viene chiesto loro di spegnere il pc... 

martedì 13 novembre 2012

IL CONTRIBUTO DELL'EURODAP

 

L'utilizzo del pc oggi rientra nelle attività quotidiane di bambini, ragazzi ed adulti.
Chat e social network sono nuovi modi di comunicare immediati e famigliari attraverso cui, sopratutto gli adolescenti, creano o mantengono conoscenze.
Internet, si sà, permette di superare barriere spaziali e temporali stando comodamente seduti a casa ed è ormai divenuto il fenomeno culturale dei nostri giorni.
In Italia l'EURODAP (Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico) ha condotto un sondaggio on line su 800 persone (uomini e donne tra i 20 e i 75 anni)e dal risultato è emerso che per il 70% degli intervistati al di sotto dei 55 anni usare il pc, al di là dei motivi di lavoro, per più di 2 ore al giorno è normale. Solo il 15% tra i 55 e i 75 anni ne fà un uso più moderato e lo considera non uno strumento per migliorare i propri rapporti sociali ma solo utile.
Il rimanente 15% pur non facendone uso eccessivo non si preoccupa di come tale utilizzo esagerato possa incidere sulla qualità della propria vita.
Secondo Paola Vinciguerra, presidente dell'EURODAP, l'uso del pc in maniera incontrollata è pericoloso così come l'uso eccessivo di chat, social network ed e mail può generare comportamenti ossessivi, ansie e depressioni.
Si hanno davanti persone, come già detto sopratutto adolescenti, completamente dipendenti dal pc ma che non si ritengono tali e che aumentano progressivamente il tempo da trascorrere in rete tanto da compromettere la propria vita reale.
Proprio per questo l'atteggiamento dei genitori deve essere di controllo e dialogo verso i propri figli.

TEST E SINTOMI DI TALE DIPENDENZA

 

La dipendenza da internet nell'ambito psichiatrico è meglio conosciuta come "Internet Addiction Disorder" (IAD), termine coniato dallo psichiatra Ivan Goldberg nel 1995 che elaborò un test a riguardo.
La dipendenza da internet comprende, dal punto di vista psicologico, problemi nel controllo degli impulsi ed è inscindibilmente legata alla dipendenza dal computer.
Secondo il Center for Online Addiction statunitense sono riconosciuti 5 tipi di dipendenza on line:
  1. DIPENDENZA CIBERSESSUALE (o dal sesso virtuale) con individui dediti al materiale pornografico;
  2. DIPENDENZA CIBER-RELAZIONALE nella quale gli individui che ne sono affetti diventano troppo coinvolti in relazioni on line;
  3. NET GAMING cioè la dipendenza dai giochi in rete che comprende il gioco d'azzardo patologico, shopping compulsivo, videogame ecc;
  4. SOVRACCARICO COGNITIVO riguarda la ricchezza di dati presenti nel web che ha creato un nuovo comportamento compulsivo che consiste nella spesa di tempo per la ricerca di dati nel web causando inoltre una riduzione del rendimento lavorativo;
  5. GIOCHI AL COMPUTER utilizzati sopratutto negli anni '80, esempi come il "Solitario" e "campo minato", furono inseriti nei calcolatori e ben presto divennero un problema poichè spesso gli impiegati trascorrevano la maggior parte del tempo a giocare anzichè lavorare.
Per valutare il rischio psicologico connesso all'uso di internet,  la K. S. Young ha sviluppato un questionario, lo IAT (Internet Addiction Test) composto da 20 item diversi (test che si può effettuare sul sito: www.lapromessa.org al link http://www.lapromessa.org/sitoweb/index.php?option=com_bfquiz&view=bfquiz&catid=12&Itemid=40 , sito del centro per il trattamento riabilitativo delle dipendenze patologiche ).
Il test cerca di identificare coloro che fanno un uso prolungato di internet (anche 40-50 ore la settimana) fino a trascurare affetti famigliari, lavoro, studio e relazioni sociali.
A seconda del punteggio totalizzato rispondendo alle domande il soggetto può autovalutare la sua dipendenza da internet identificandosi in uno dei tre profili che corrispondono a tre tipi di risultato possibili :
  • Massimo controllo dell'uso di internet
  • si analizzano problemi dell'impatto che l'uso della rete ha sulla vita del soggetto
  • la rete causa importanti problemi di dipendenza
Recentemente in Italia è stata elaborata una scala riguardante l'uso/abuso di internet, la scala UADI (uso, abuso e dipendenza da internet) è composta da 80 domande che danno attenzione allo stato emotivo del soggetto durante e dopo il collegamento. Secondo le ricerche sono state individuate 2 fasi di sviluppo telematico a cui corrispondono specifici rischi:
  • FASE DI OSSERVAZIONE E RICERCA: fase in cui il soggetto scopre e utilizza informazioni on line;
RISCHI: sovraccarico cognitivo, gioco d'azzardo patologico, trading patologico on line, shopping compulsivo, porno dipendenza
  • FASE RELAZIONALE COMUNICATIVA: utilizzo di chat e giochi di ruolo on line
RISCHI: incontri al buio pericolosi, isolamento sociale, dipendenza dal sesso virtuale e perdita di contatti reali. Qui le persone più a rischio sono quelle con difficoltà comunicative-relazionali.

mercoledì 7 novembre 2012

LA DIPENDENZA DAL PC


 "La sindrome della clessidra"

Questa immagine che vedete in alto ritengo possa meglio rappresentare ciò che per me è internet sopratutto negli ultimi anni …
Le mani legate da un mouse fanno pensare a ciò che questo fantastico mezzo è diventato oggi e cioè uno strumento fondamentale grazie al quale è possibile compiere attività quotidiane in maniera veloce e pratica,strumento quindi a cui si è legati necessariamente anche se può generare una dipendenza esagerata.
Il link dal quale ho ricavato tale immagine dedica una sezione ad internet e in particolar modo la dipendenza e le conseguenze che da esso derivano.
Essendo un sito dedicato al tema della vita sana, viene approfondito l'argomento di come internet può condizionare il nostro stato di salute ed in particolar modo è sempre più considerata una fonte a cui attingere per ricavare informazioni riguardanti medicinali, cure, patologie e addirittura prestazioni sanitarie. Il tema che mi ha incuriosita di più è la cosiddetta "Sindrome della clessidra", secondo la quale ogni attività umana dopo la sua scoperta e il suo utilizzo prevede controindicazioni che si determinano nei suoi utilizzatori.
È avvenuto con le automobili e il telefonino e non poteva non accadere con il pc ed internet. Oltre a ciò che già si può conoscere riguardo gli effetti negativi legati alla navigazione, come stress ed ansia, la "Sindrome della clessidra" riguarda la sofferenza da parte degli utilizzatori di internet verso i tempi d'attesa davanti al monitor che possono essere anche molto lunghi e ai quali, secondo un'indagine dell' "Intel", su 100 utilizzatori 66 manifestano scarsa sopportazione d'attesa. Quindi più il pc è lento più il nostro grado di sopportazione scende.